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Sono passati 35 anni da quello straordinario album d'esordio, "Tubular Bells", che segnò l'inizio di una grande carriera per Mike Oldfield. Adesso, dopo tanto tempo e tanti gioielli musicali creati (su tutti il bellissimo brano "Moonlight Shadow" dell'83, ma decine di dischi in totale), Oldfield decide di abbandonare rock e pop per esplorare altri mondi. Il suo nuovo lavoro è, infatti, un disco di musica classica, il primo per lui di questo genere. Il titolo: “Music Of The Spheres”. In tutto 14 brani - divisi in due parti - per orchestra, con alcuni interventi cantati della soprano Hayley Westenra e del coro. In più, il piano è stato suonato dal pianista Lang Lang e la chitarra dallo stesso Oldfield. Lui ha concepito e prodotto l'intero lavoro, mentre l'adattamento dell'opera per essere suonata da un'orchestra è stato fatto dal compositore Karl Jenkins.
Già il titolo “Music Of The Spheres” è di per sé evocativo. Come Oldfield afferma, ogni cosa in questo mondo ha una sua vibrazione interna. Un suono unico per ogni cosa, vivente o non vivente, che crea una musica che nessuno può sentire. Lo stesso potrebbe estendersi anche ai pianeti, al sistema solare o ad un'intera galassia. Musica Universalis è un'antica teoria secondo la quale ogni corpo celeste (sole, luna, pianeti, stelle) ha una sua musica interna non udibile dall'orecchio umano. Un concetto matematico derivato dai movimenti dei pianeti nel sistema solare. Ecco, “Music Of The Spheres” è l'interpretazione di Oldfield di questa teoria. Un album epico, che trasmette il senso della vastità e della meraviglia dell'universo. Ma anche la potenza, l'energia. E' emozionante, a tratti triste, o tenero, o pieno di serenità e gioia. Circa 45 minuti in cui, magari chiudendo gli occhi e godendoci il momento, possiamo fare un meraviglioso viaggio in una dimensione eterea e fantastica.
E' un disco da ascoltare più volte per apprezzarlo al meglio. Soprattutto per quelli che, abituati a rock e pop, difficilmente ascoltano musica classica. Si verrà certamente ripagati dalla bellezza della musica.
Questa la lista dei brani:

Part one
  1. Harbinger
  2. Animus
  3. Silhouette
  4. Shabda
  5. The Tempest
  6. Harbinger (reprise)
  7. On My Heart
Part two
  1. Aurora
  2. Prophecy
  3. On My Heart (reprise)
  4. Harmonia Mundi
  5. The Other Side
  6. Empyrean
  7. Musica Universalis
Per ascoltare delle anteprime di tutte le tracce potete andare qui.

Mentre questo è il sito ufficiale di Mike Oldfield, in cui si possono ascoltare in streaming spezzoni dei brani: www.mikeoldfield.com

Lei, Zooey Deschanel, è una giovane attrice americana; lui, M. Ward, un talentuoso cantautore-chitarrista folk con la passione per i suoni un po' retrò. Hanno lavorato insieme per realizzare la canzone di un film e da lì è nata una collaborazione più ampia. Lei ha scritto le canzoni, lui le ha arrangiate e prodotte e, con lo pseudonimo She & Him, è nato un primo album intitolato, appunto, "Volume One". Verrebbe spontaneo pensare: "Ecco, la solita star che si improvvisa cantante". E non sono rari i casi del genere, in cui il risultato è più o meno deludente. Be', questa volta non è così. "Volume One" è una deliziosa eccezione. Esso contiene dieci canzoni originali e tre cover, nelle quali pop anni '60 e country-folk si incontrano felicemente in un'unione perfetta. Zooey Deschanel è in evidenza, con la sua voce accattivante e sicura e la sua interpretazione dei brani, e ci mostra la sua bravura in quella che, per lei, potrebbe realmente diventare una seconda professione. M. Ward è più defilato, ma la sua presenza si sente nel suono della chitarra, negli arrangiamenti. I due sono riusciti a creare in questo disco un'atmosfera intima, calorosa, rilassata, senza essere mai stucchevole. Il ritmo è vario e così anche l'umore e i sentimenti delle diverse canzoni. Ci sono i momenti più riflessivi, quelli più profondi ed emozionanti, quelli più gioiosi e scatenati. Ascoltate, ad esempio, la bellissima ed emozionante "Sentimental Heart", in cui lei è da sola, senza il suo uomo. Ci fa subito innamorare. Nella canzone successiva, "Why Do You Let Me Stay Here?", lei è seduta ad aspettarlo, ma l'umore già cambia, è più scherzoso. Piacevolissima "This Is Not A Test", mentre la splendida "Change Is Hard", con quei suoni suadenti, ha una punta di tristezza e trasmette tenerezza e fragilità. La vivace "I Was Made For You" ci riporta direttamente al girl pop anni '60. Insomma "Volume One", con quel sapore retrò e l'indole acustica, convince in pieno. E' un disco elegante, molto piacevole da ascoltare.
Questa la lista dei brani (tra parentesi gli autori originali delle cover):
  1. Sentimental Heart
  2. Why Do You Let Me Stay Here?
  3. This Is Not A Test
  4. Change Is Hard
  5. I Thought I Saw Your Face Today
  6. Take It Back
  7. I Was Made For You
  8. You Really Gotta Hold On Me (Smokey Robinson)
  9. Black Hole
  10. Got Me
  11. I Should Have Known Better (Lennon/McCartney)
  12. Sweet Darlin'
  13. Swing Low, Sweet Chariot (spiritual afro-americano)
Potete ascoltare delle anteprime di tutte le tracce qui.

Mentre sul MySpace di She&Him si possono sentire in streaming diverse canzoni: www.myspace.com/sheandhim

"Our Ill Wills" è il secondo album degli svedesi Shout Out Louds, uscito nel 2007 ma solo da un paio di mesi in Italia. Il disco è stato prodotto da Björn Yttling, dei Peter Bjorn & John, e contiene dodici meravigliose gemme indie pop, più due bonus track per l'edizione italiana. Un disco strepitoso, che mi ha conquistato al primo ascolto e che colloco nel gruppo dei migliori dischi degli ultimi mesi.
Evidenti i richiami ai Cure (non quelli più cupi, però), anche nella stessa voce sofferta del cantante che riporta alla mente Robert Smith. Questo non implica una mancanza di personalità. La band, pur tra quello e altri riferimenti, riesce ad avere una sua identità, a mostrare la propria bravura e maturità. "Our Ill Wills" è un disco che racchiude svariati sentimenti. C'è malinconia, ma non mancano speranza e anche solarità. Trasmette positività e cattura con le sue melodie azzeccatissime.
Già dalla prima traccia, "Tonight I Have To Leave It", si resta ammaliati. Una canzone che regala tre minuti e mezzo di felicità e si scolpisce nella testa per poi farsi canticchiare nei più svariati momenti. Quella melodia è irresistibile. Dopo un gioiellino del genere si potrebbe restare delusi dal seguito, ma non è affatto questo il caso. Ce n'è ancora di bella roba da ascoltare. La seguente "Parents Livingroom" è meno solare e, invece, decisamente malinconica. Come la deliziosa "You Are Dreaming", che fa innamorare con la sua bellezza. Si passa alla dolce "Suit Yourself" e poi alla ballata lenta e pacata "Blue Headlights", in cui a cantare è la tastierista e corista Bebban Stenborg. "Impossible" è un'altra splendida gemma. Una vena di malinconia che l'attraversa, la delicatezza del coro femminile, la melodia accattivante. Anche questa non esce più dalla testa. "Normandie", molto bella, ci riporta alla mente i Cure. Avviandoci verso la fine del disco passiamo per la coinvolgente "Time Left For Love", che conquista con quella punta di tristezza e il ritmo avvincente. L'intensa "Hard Rain" ha il compito di chiudere il disco, e lo fa meravigliosamente. Una conclusione degna di un album di tale pregio.
"Our Ill Wills" è un disco eccezionale, che fa stare bene. E' molto orecchiabile e adatto ad un pubblico vasto ed eterogeneo. Non il solito pop, ma qualcosa di speciale.
Questa la lista dei brani:
  1. Tonight I Have To Leave It
  2. Parents Livingroom
  3. You Are Dreaming
  4. Suit Yourself
  5. Blue Headlights
  6. Impossible
  7. Normandie
  8. South America
  9. Ill Wills
  10. Time Left For Love
  11. Meat Is Murder
  12. Bicycle (Bonus Track)
  13. Don't Get Yourself Involved (Bonus Track)
  14. Hard Rain
Potete ascoltare le anteprime di tutti i brani qui o qui.

Questo è il MySpace degli Shout Out Louds, dove trovate alcune canzoni da ascoltare in streaming: www.myspace.com/shoutoutlouds

Mentre questo è il loro sito ufficiale: www.shoutoutlouds.com

"Cease To Begin" è il secondo album degli americani Band Of Horses, ridotti di un componente dopo l'abbandono di Mat Brooke, cofondatotore della band. Il disco è uscito in autunno ed autunnali sono le atmosfere di questo nuovo lavoro. Indie rock americano emozionante, malinconico e a volte proprio triste. Con quelle chitarre avvolgenti, vigorose ma non violente, che ti fanno vibrare qualcosa dentro. Ed una bella interpetazione del cantante, con il giusto pathos. I brani sono tutti di ottima qualità, forse non ce ne sono uno o più che spicchino di molto sugli altri, c'è una certa uniformità e compattezza lungo tutto il disco. Ma mai noia. La partenza, con "Is There A Ghost", promette già bene. E infatti la traccia seguente, "Ode To LRC", non delude, anzi è una vera gemma, grandiosa. E che dire di "No One's Gonna Love You"? Ballata lenta emozionante e bellissima. C'è la dolcezza di "Detlef Schrempf" (nome di un giocatore di nazionalità tedesca che giocò nell'NBA negli anni '80 e '90) e "The General Specific", entrambe dal ritmo candenzato e con una vena molto malinconica. Non manca il pezzo più brioso, per tirarsi su. E' "Lamb Of The Lam (In The City)", con la sua allegria cointagiosa. Dopo tre brani grintosi si arriva alla conclusiva "Window Blues", perfetta per chiudere in bellezza, con la sua malinconica calma e dolcezza. Insomma, proprio un bel disco.
Questa la lista dei brani:
  1. Is There a Ghost
  2. Ode to LRC
  3. No One’s Gonna Love You
  4. Detlef Schrempf
  5. The General Specific
  6. Lamb on the Lam (In the City)
  7. Islands on the Coast
  8. Marry Song
  9. Cigarettes, Wedding Bands
  10. Window Blues
Per ascoltare delle anteprime di tutte le tracce potete andare qui.

Sul MySpace dei Band Of Horses trovate alcune canzoni da ascoltare in streaming: www.myspace.com/bandofhorses

Questo è, invece, il loro sito ufficiale: www.bandofhorses.com
Gli Helio Sequence, duo di Portland (Oregon) formato da Brandon Summers (voce e chitarra) e Benjamin Weikel (batteria e tastiere), tornano con un nuovo lavoro. Questo quarto disco, "Keep Your Eyes Ahead", arriva dopo una pausa forzata che il gruppo ha dovuto fare a causa dei problemi del cantante, che rischiava di perdere la voce. Questo evento non solo ha comportato la momentanea sosta, ma ha portato anche una evoluzione ed un cambiamento nello stile della band. Il loro suono si è ammorbidito, il genere è mutato parzialmente. "Keep Your Eyes Ahead" si presenta come una miscela di pop-rock e folk (influenzato anche dallo stile di Bob Dylan), virando più verso uno o l'altro a seconda del brano. Il tutto condito dalla giusta dose di elettronica. E la voce di Summers non è spinta al massimo, ma delicata. Comunque sempre efficace, come d'altronde la parte strumentale. Chitarra e batteria sono sapientemente usate e contribuiscono a dare vigore ai brani.
Molti i pezzi interessanti e nel complesso tutto l'album è ben riuscito e veramente piacevole, anche grazie all'attenzione riservata alla melodia. Si comincia con "Lately", un elegante pezzo pop-rock melodico e vagamente malinconico. Un ottimo inizio. Irresistibile "Can't Say No", in cui l'elettronica si mescola perfettamente con chitarra e batteria. Dopo "The Captive Mind", con il suo ritmo incalzante e la chitarra decisa e vigorosa, si cambia un po' registro con l'amabile "You Can Come To Me", più lenta e dolce. E così arriva il folk di "Shed Your Love", delizioso brano acustico molto pacato, dal sapore agrodolce e con un delicato fingerpicking che rende l'atmosfera più sognante. Si torna al rock con la malinconica title track "Keep Your Eyes Ahead", che conquista subito e resta impressa. Atmosfera rarefatta nell'elettronica "Back To This". “Hallelujah” è un altro pezzo ben riuscito che lascia poi il posto agli ultimi due brani, di nuovo acustici e di ascendenza folk: l'emozionante e speranzosa "Broken Afternoon" ed il breve pezzo country "No Regrets", in cui compare anche un'armonica a bocca.
Insomma "Keep Your Eyes Ahead" è proprio un bel disco, maturo e godibile. Molto convincente.
Questa la lista dei brani:
  1. Lately
  2. Can't Say No
  3. The Captive Mind
  4. You Can Come To Me
  5. Shed Your Love
  6. Keep Your Eyes Ahead
  7. Back To This
  8. Hallelujah
  9. Broken Afternoon
  10. No Regrets
Potete ascoltare le anteprime di tutte le tracce qui.

Mentre sul MySpace degli Helio Sequence sono disponibili diverse canzoni da ascoltare in streaming: www.myspace.com/theheliosequence

Sito Web: www.theheliosequence.com
Intramural è lo pseudonimo dietro il quale si cela Denver Dalley, ex chitarrista dei Desaparecidos e leader degli Statistics. "This Is A Landslide" è il primo disco di Intramural, coprodotto con l'amico Sam Shacklock. Prima che questo lavoro raggiungesse la forma definitiva è passato parecchio tempo, più di quattro anni. Ma il risultato finale è eccellente. E' un disco particolare questo, non bene ascrivibile ad un determinato genere musicale. Elettro-rock, ma non solo. Da lì si spazia esplorando territori vicini (non di rado si avvicina all'ambient), ma sempre nell'alveo dell'elettronica. I brani sono undici e in ognuno troviamo una voce diversa, ad eccezione di "Inspired", solo strumentale. Dieci cantanti, provenienti da altrettante band, hanno prestato la loro voce per questo album, uno per ogni canzone. Ed ognuno ha portato nel brano interpretato qualcosa del proprio genere musicale, del proprio stile, arricchendolo. Questo conferisce al disco una interessante varietà che lo rende ancora più godibile e ricco. E, nonostante questa eterogeneità, l'album è coeso e davvero consistente. Una vena di malinconia attraversa "This Is A Landslide", a tratti un senso di solitudine. Ma questo non sfocia in vera e propria tristezza. E' piacevole essere avvolti da questi suoni. Il disco sembra ambientato nella notte di una qualsiasi città. Le atmosfere sono spesso rarefatte, quasi eteree. Tutte le canzoni sono interessanti, non ci sono riempitivi. Per questo è difficile sceglierne qualcuna sopra le altre. A me piacciono molto "Rocket" e "Spy", che trovo fantastiche, emozionanti. "Inspired" è uno splendido pezzo ambient, coinvolgente e un po' cupo. Bei pezzi anche "My My Tennessee", "Nights Are Long" e la title track "This Is A Landslide". E vogliamo lasciare da parte "From The Ground"? No di certo. Insomma, c'è davvero l'imbarazzo della scelta, il disco è da ascoltare tutto. Preferibilmente più volte, per apprezzarlo al meglio. Un gran bel lavoro.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. My My Tennessee (with Matt Friction of Pink Spiders)
  2. Queens of Comparison (with Judah Nagler of The Velvet Teen)
  3. From the Ground (with John Roderick of the Long Winters)
  4. This is a Landslide (with Greg Dulli of the Twilight Singers)
  5. Grows Stronger (with Leta Lucy)
  6. Folded (with Gabe Archer of the Pale Pacific)
  7. Rocket (with TJ Penzone of Men, Women and Children)
  8. Spy (with Tricia Kanne of Minipop)
  9. Inspired
  10. Nights Are Long (with Josh Dawson of Slender Means)
  11. Needle Point (with Teresa Eggers of the Evening Episode)
Potete ascoltare tutto il disco qui.

Mentre questo è il MySpace di Intramural: www.myspace.com/intramural

Fenomenale. E' questo uno dei primi aggettivi che mi vengono in mente per descrivere il nuovo disco dei Wintersleep. "Welcome To The Night Sky" è il terzo album della band indie rock canadese, prodotto da Tony Doogan (famoso per aver lavorato con Mogwai e Belle and Sebastian) ed uscito ad Ottobre 2007. Non ho il minimo dubbio nel collocare questo lavoro tra i migliori dischi usciti negli ultimi mesi. E' stato capace di catturarmi fin da subito e, pur ascoltandolo molto, non stanca affatto. La voce del cantante Paul Murphy è dolce e suadente ed interpreta perfettamente le atmosfere delle varie canzoni. Chitarre e batteria fanno sentire la loro presenza ed aggiungono ulteriore energia alle splendide ed edificanti melodie dei dieci brani contenuti nel disco. "Welcome To The Night Sky", al pari di un meraviglioso cielo notturno, riesce ad emozionare, a far spaziare la mente, a rilassare pur trasmettendo una bella dose di energia e vitalità. Il ritmo è coinvolgente, le melodie incantevoli. I brani sono tutti di ottimo livello, con delle punte di pura eccellenza. Prendiamo già l'iniziale “Drunk on Aluminium”, dall'atmosfera un po' cupa e vagamente malinconica, con la sua consistente sezione ritmica (chitarre e batteria). A seguire la bellissima "Archaeologists", dinamica ed avvincente, da battere i piedi seguendo il ritmo, con una melodia che resta fissa in testa. "Dead Letter & The Infinite Yes" è un'altra delle perle del disco. Un brano rock lento, intenso, intriso di malinconia, che ammalia con la voce rassicurante di Paul Murphy e quel motivo che si stende sotto di essa come un morbido tappeto. "Weighty Ghost" è il primo singolo estratto dall'album, leggero e dinamico pur parlando di perdità d'identità. "Search Party" è, invece, tormentata e quasi struggente. A questo punto arrivano altri due pezzi forti del disco, "Astronaut" ed "Oblivion". Semplicemente stupendi. Rock schietto con un ritmo elettrizzante, batteria potente e riff di chitarra a gogò. Subito dopo tocca all'emozionante "Laser Beams", con il suo crescendo, da un bisbiglio, quasi, ad una incredibile eplosione di suoni. Infine il disco si chiude con "Miasmal Smoke & The Yellow Bellied Freaks", un epico finale lungo ben otto minuti. Riuscito e per niente monotono.
Per concludere non posso fare altro che consigliarvi vivamente di procurarvi "Welcome To The Night Sky", perché è davvero un grande album, qualcosa di speciale. Per chiunque ami il rock o semplicemente la buona musica. Io l'ho già ascoltato molte volte ed ancora ho voglia di risentirlo. I Wintersleep hanno fatto proprio un bel lavoro.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Drunk On Aluminium
  2. Archaeologists
  3. Dead Letter & The Infinite Yes
  4. Weighty Ghost
  5. Murderer
  6. Search Party
  7. Astronaut
  8. Oblivion
  9. Laser Beams
  10. Miasmal Smoke & The Yellow Bellied Freaks
Delle brevi anteprime di tutte le tracce le trovate qui.

Mentre sul MySpace o sul sito dei Wintersleep potete ascoltare delle canzoni per intero in streaming.

Capita non di rado che la stampa (inglese, in questo caso) esalti delle band che, alla prova dei fatti, si dimostrano poi piuttosto inconsistenti nella sostanza. Be', non è questo il caso. Stavolta non si può che dar ragione alla stampa inglese che tanto bene ha parlato di questo nuovo gruppo. Mi sto riferendo ai These New Puritans, quattro giovani inglesi di Southend-on-Sea, e al loro album d'esordio "Beat Pyramid", uscito da poco. Un disco particolare, una ventata di aria fresca nella scena musicale rock inglese. Disco eclettico, non facilmente ed univocamente inquadrabile in un determinato genere, per via delle sue varie sfaccettature. E' un elettro-rock alternativo e sperimentale, in cui post-punk ed elettronica si mescolano insieme ad elementi indie rock e shoegaze. I These New Puritans mostrano le loro influenze, non le negano, ma sperimentano e vanno oltre. "Beat Pyramid" è un lavoro intrigante, sfacciato, coinvolgente, a tratti quasi ipnotico e psichedelico; capace di essere violento, di martellare col suo ritmo spinto, ma anche di essere melodico, ben fruibile ed a tratti riflessivo. Il disco contiene 16 tracce, ma la durata totale è poco più di 35 minuti. Questo perché non tutte sono canzoni "complete", essendovi disseminate alcune registrazioni brevissime (quattro) e poi alcuni brani piuttosto concisi. E' il caso di "Doppelgaenger", eccezionale pezzo strumentale un po' cupo, inquietante, una sorta di trip-rock. O la successiva "C. 16th +-", tesa, potente e martellante. E ancora "MKK3" con la sua linea di basso in evidenza a cui si aggiungono dei delizosi giri melodici di chitarra. Tra gli altri brani interessanti "Numerology (aka Numbers)" e la più pressante "Colours". E poi "Elvis", perfetto, orecchiabile, entusiasmante e con una bella carica. Riuscito anche l'intenso "En Papier", il brano più lungo. Ben riuscite anche la graffiante "Swords of Truth", l'ossessiva "4 Pounds" e la straordinaria "Infinity Ytinifni", con la sua atmosfera inquietante e le impennante vorticose ed ossessionanti.
"Beat Pyramid" si dimostra un grande album, ottimo esordio per ragazzi così giovani (non hanno neanche vent'anni l'uno). Una band, quella dei These New Puritans, da tenere d'occhio.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. ..ce I Will Say This Twice
  2. Numerology (aka Numbers)
  3. Colours
  4. Swords of Truth
  5. Doppelgänger
  6. C. 16th +-
  7. En Papier
  8. Infinity Ytinifni
  9. Elvis
  10. 4 Pounds
  11. MKK3
  12. 4
  13. Navigate-Colours
  14. H
  15. Costume
  16. I Will Say This Twi...
Potete ascoltare delle anteprime di tutti i brani qui.

Sul MySpace dei TNPS sono disponibili alcune tracce da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/thesenewpuritans

Mentre questo è il sito ufficiale della band: http://www.thesenewpuritans.com/

Non sono dei novellini i Marah. Si sono formati all'inizio degli anni '90 e dal loro album di debutto sono ormai passati 10 anni. Ne hanno fatta di strada e adesso sono arrivati al sesto lavoro (senza contare live e raccolte): "Angels Of Destruction!". La band, nota per le sue entusiasmanti esibizioni dal vivo, con questo nuovo disco dà un'ulteriore dimostrazione del proprio talento. Puro e genuino rock, di quello classico, sporco, un po' rude, con qualche influenza folk e blues. Un ritmo movimentato, coinvolgente, tanta energia positiva. E richiami, nello stile, ad artisti quali Elvis Costello e, su tutti, Bruce Springsteen. Eccellenti canzoni come "Angels On A Passing Train", la movimentata “Wild West Love Song” o la bella title track "Angels Of Destruction!". E ancora "Old Time Tickin' Away", con le sue elettrizzanti chitarre elettriche, e l'eccezionale "Santos De Madera". Insomma un gran bel disco che merita attenzione, soprattutto da parte degli amanti del genere. I Marah si confermano come una delle grandi band rock americane.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Coughing Up Blood
  2. Old Time Tickin' Away
  3. Angels On A Passing Train
  4. Wild West Love Song
  5. Blue But Cool
  6. Jesus In The Temple
  7. Santos De Madera
  8. Songbirds
  9. Angels Of Destruction
  10. Can't Take It With You...
  11. Wilderness

Potete ascoltare l'intero album qui.


Questo è invece il Myspace dei Marah: http://www.myspace.com/marahusa


E questo il loro sito ufficiale: http://www.marah-usa.com



C'è una nuova leva nella scena anti-folk. Si tratta della promettente Jamie Kristine Seerman, in arte Jaymay, giovane cantautrice newyorkese. "Autumn Fallin'" è il suo album di debutto, uscito alla fine del novembre 2007. Dieci canzoni che parlano di una relazione d'amore agrodolce sullo sfondo della città di New York. Dei testi personali, ma nei quali ognuno può ritrovarsi; una voce dolce, delicata, versatile, ed una tessitura musicale acustica semplice ma incantevole. Con questi ingredienti Jaymay ha costruito un disco delizioso che fa sentire in pieno quell'atmosfera, soprattutto interiore, che accompagna una storia d'amore dall'inizio alla fine, con i suoi alti e bassi, i momenti belli e quelli di sconforto. Così "Autumn Fallin'" comincia con "Gray Or Blue", che descrive l'esaltazione e l'entusiasmo portati dall'impeto dell'amore al suo nascere. La felicità di quei momenti, il trasporto e la soavità del sentimento appena nato, traspaiono perfettamente. Da qui la storia d'amore va avanti fino al suo tramonto, come i mesi d'autunno inesorabilmente conducono all'inverno (da qui il titolo del disco). Lungo il cammino ci imbattiamo in diverse gemme. "Blue Skies", ad esempio, conquista ed emoziona con quella malinconia, il piano e gli archi. Vena malinconica presente anche nella carezzevole "Sea Green See Blue". Subito dopo arriva "Autumn Fallin'", una delle mie preferite. Una canzone che mi rende felice, con la sua positività, quel dolce motivo al piano, la batteria che segna il ritmo pacatamente. E' la fine di un amore e soprattutto di un'amicizia, con la speranza e la convinzione, però, che essa possa tornare. Seguono i quasi dieci minuti di "You'd Rather Run", un valzer piacevolissimo. Si cambia ancora registro in "Hard To Say", un breve ed esuberante esperimento jazz. Mostrando le sue capacità vocali in "Ill Willed Person", Jay May ci conduce alla conclusione dell'album. E' "You Are The Only One I Love" il pezzo finale. Uno sguardo indietro sulla relazione conclusa. Intenso, triste ma con un fondo di speranza. Splendido.
Insomma "Autumn Fallin'" è un debutto che colpisce, pieno di sentimento, arguto, capace di toccare certe precise corde dentro l'animo dell'ascoltatore. Ha una vena malinconica che lo attraversa, ma non risulta eccessivamente triste, anzi a tratti è ottimista. Molto bello. Se vi piacciono artiste quali Regina Spektor, Norah Jones, Martha Wainwright, Katie Melua, molto probabilmente vi piacerà anche Jaymay.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Gray Or Blue
  2. Sycamore Down
  3. Blue Skies
  4. Sea Green, See Blue
  5. Autumn Fallin'
  6. You'd Rather Run
  7. Hard To Say
  8. Big Ben
  9. Ill Willed Person
  10. You Are The Only One I Love
Potete ascoltare delle anteprime di tutti i brani qui.

Mentre sul MySpace di Jaymay sono disponibili alcune canzoni in streaming: http://www.myspace.com/jaymay

Questo invece il sito ufficiale: http://jaymaymusic.com

Brooke Waggoner è una giovane cantautrice americana (attualmente vive a Nashville) ancora poco conosciuta ma di indubbio talento. Ha iniziato a suonare il pianoforte all'età di 4 anni, a 10 ha scritto la sua prima canzone e nel 2006 ha preso il college degree in "Music Composition & Orchestration". Nel 2007 è uscito il suo primo EP, "Fresh Pair of Eyes", in cui Brooke ci fa ascoltare dell'ottimo piano pop. Sei splendide canzoni interamente prodotte da lei, dai testi agli arrangiamenti e l'orchestrazione. Basta iniziare ad ascoltare l'EP e subito veniamo conquistati dalla voce tenera e delicata di Brooke, da quell'atmosfera edificante e positiva che pervade tutti i brani. Un disco rilassato ma per niente monotono, anzi vario e con una orchestrazione coinvolgente. Basta prendere come esempio il brano inziale, "Hush If You Must". Calmo e dolce, con dei crescendo arricchiti dagli archi e, verso la metà, un cambio deciso di ritmo in un frizzante assolo al piano, per poi cambiare ancora nella seconda parte della canzone, seguendo il motivo della prima parte. "Wonder-Dummied" impressiona con il suo arrangiamento; un brano intenso, dall'atmosfera sognante, con quel piano che in certi momenti ci regala melodie dal sapore orientale e quegli archi decisi. Insomma una vera meraviglia, da ascoltare assolutamente. "So-So" è divertente, allegra, spensierata; dà il buonumore. In "I Am Mine" fa il suo ingresso la chitarra acustica come co-protagonista. Con la sua melodia suggestiva e un'atmosfera sognante questa canzone ci dona la felicità. L'EP si conclude con "Fresh Pair Of Eyes" e "My Legionnaire". Entrambe dal sapore un po' retrò, calme e delicate, seppure nella seconda non manchino dei guizzi qua e là.
Con "Fresh Pair of Eyes" Brooke Waggoner convince alla grande. Un lavoro elegante, coinvolgente, accattivante. Davvero incantevole.
E in più Brooke ci offre la possibilità di scaricare gratuitamente l'intero EP dal suo sito.

Scarica "Fresh Pair of Eyes" (nel form da compilare selezionate Other nel campo STATE ed inserite il vostro cap nel campo ZIPCODE; riceverete una mail con il link per il download)

Per ascoltare delle canzoni in streaming potete andare sul MySpace di Brooke Waggoner: http://www.myspace.com/brookewaggoner

Nel 2005 con l'album d'esordio "Signs Of A Struggle" hanno riscosso un grande successo, ed in particolare il singolo "Big City Life" ha permesso loro di salire alla ribalta della scena musicale modiale. Probabilmente c'era chi pensava che i Mattafix sarebbero stai solo un fenomeno passeggero, di quelli che sfornano una hit di enorme successo e poi pian piano, o di colpo, scompaiono. Beh, le cose sono andate diversamente. Con il loro secondo disco, "Rhythm and Hymns" (uscito a novembre 2007), Marlon Roudette e Preetesh Hirji ci dimostrano di avere tutte le carte in regola per restare sulla scena musicale di rilievo. Durante i 18 mesi passati in tour in giro per il mondo i due hanno avuto modo di raccogliere influenze di vario genere e nuove fonti di ispirazione. Tutto questo è stato portato dentro il nuovo lavoro, che risulta ricco, pieno di sfaccettature ed elementi diversi, ma al tempo stesso coeso e facilmente fruibile. I generi musicali che qui si fondono sono vari: hip hop, rap, reggae, dancehall e non solo. Il titolo scelto per il disco è perfetto per esprimere ciò che è contenuto al suo interno: "ritmo ed inni". Perché l'inno è anche "un discorso, uno scritto e simili di tono celebrativo"; e questo disco è proprio, come affermano gli stessi Mattafix, una celebrazione dell'umanità, della positività. Il tutto tenuto assieme dal ritmo dei beat.
Abbiamo già avuto modo di apprezzare il primo singolo estratto, "Living Darfur", brano scritto a Johannesburg che ha conquistato tutti con la sua armonia e qui cori Zulu. Ma il resto di "Rhythm and Hymns" non è certo da meno. L'iniziale "Shake Your Limbs" vede la partecipazione del rapper Zola. La canzone è stata scritta dopo un viaggio a Tel Aviv (dove erano stati per suonare) proprio pochi giorni dopo che Israele ha iniziato a bombardare il Libano. C'è la romantica "Angel On My Shoulder", rilassata e dal ritmo reggae, con una bella melodia che fa da complemento alla voce efebica e quasi femminea di Marlon. Bellissima e gioiosa "Things Have Changed", che per certi versi riporta alla mente la grande "Big City Life". Una di quelle canzoni che colpiscono subito. Della stessa levatura "In MY Life", sebbene questa sia più cupa ed intensa. "Memories Of Soweto" parla del soggiorno dei due musicisti in Sudafrica ricordando Soweto, luogo importante nella storia dell'apartheid, dove ha vissuto anche Nelson Mandela. "Stranger Forever" è un bell'esempio della bravura dei Mattafix nel mescolare influenze e sonorità differenti, dando quel sapore di world music che qui si sente particolarmente. "Feeman" è rilassata e piacevole e contiene un'ultima parte solo strumentale che ha per protagonista lo stell pan, di cui Marlon è suonatore. Infine è da menzionare "Far From Over", dolce e portatrice di serenità.
Per concludere, "Rhythm and Hymns" è una bella conferma del talento dei due musicisti. Un album orecchiabile e molto piacevole da ascoltare, con brani tutti di ottima qualità e tra questi qualche gemma più brillante. Un disco che più ascolto e più mi piace. I Mattafix hanno raggiunto l'obiettivo.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Shake Your Limbs
  2. Living Darfur
  3. Angel On My Shoulder
  4. In The Background
  5. Things Have Changed
  6. Stranger Forever
  7. Freeman
  8. Got To Lose
  9. In My Life
  10. Memories Of Soweto
  11. Far From Over
  12. Separate Ways (iTunes bonus track)
Potete ascoltare le anteprime di tutti i brani qui.

Questo è invece il MySpace dei Mattafix: http://www.myspace.com/mattafix

E questo il sito ufficiale: http://www.mattafix.com/

Vi ho parlato poco tempo fa di Burial e del suo dubstep. Barry Lynn (aka Boxcutter) è un esponente della stessa corrente musicale, ma le differenze tra i due non sono poche. Le etichette da attaccare alla musica di Boxcutter in realtà sarebbero varie, perché il nord-irlandese è uno a cui piace sperimentare e miscelare diversi generi. "Glyphic", il suo ultimo album, ne è un esempio perfetto. A differenza di Burial in cui si sentiva parecchio soul, qui troviamo molto jazz, radici giamaicane, idm, ritmiche jungle. Il dubstep si mescola con l'ambient. E così, ad esempio, abbiamo brani come la title track "Glyphic", con i suoi bassi profondi e il sax jazz, o "Windfall" e il suo dub spettrale. C'è il dubstep di "Bud Octet", la tensione di "Chiral" o l'atmosfera di "Foxy" vagamente nostalgica e al tempo stesso calda, accogliente. "Glyphic" è un album da club, ma non solo. Certo non è semplice, non è musica per tutti. Crea una bella atmosfera, ma non a tutti piace. Però bisogna dirlo: è fatta proprio bene. Contaminazioni ed influenze varie sapientemente miscelate, muovendosi nell'alveo del dubstep ma in libertà.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Glyphic
  2. Windfall
  3. Bug Octet
  4. Rusty Break
  5. J Dub
  6. Chiral
  7. Kaleid
  8. Bloscid
  9. Foxy
  10. Lunal
  11. Fieldtrip

Per ascoltare delle lunghe anteprime di tutti i brani potete andare qui.


Questo è invece il MySpace di Barry Lynn: http://www.myspace.com/barrylynnmusic

I Rumble Strips non sono la solita band indie. E non solo perché nella loro musica gli ottoni giocano un ruolo fondamentale. Il soul-pop che questi giovani del Devonshire fanno ha veramente qualcosa di speciale. Sarà la voce particolare del cantante, saranno sax e tromba, sarà quel gusto un po' retrò o quel ritmo scatenato e tanto vario, saranno il dinamismo e l'energia che queste canzoni trasmettono. Sarà tutto questo e molto altro ancora, ma alla musica dei Rumble Strips non si può restare indifferenti, non si può non farsi coinvolgere. I quattro sono riusciti a creare un album, "Girls And Weather", pieno di eccentricità, freschezza, senso di libertà, ma al tempo stesso ben curato, "costruito" con diligenza e sensibilità. Con gli ottoni i Rumble Strips condiscono la loro musica con un sapore vagamente ska che è il sale che dà ancor più gusto alla pietanza. I cambi di umore e di ritmo sono continui, non c'è un momento in cui il disco annoia. "No Soul" è un primo assaggio di quello che sarà il seguito, con i suoi ottoni allegri ed esuberanti in contrasto con il lato più scuro della canzone. "Alarm Clock" ha un ritmo contagioso ed irresistibile: una o più parti del vostro corpo inizieranno a muoversi senza controllo, seguendo la musica. Quando arriva "Girls And Boys In Love" non ci resta che arrenderci. Come si può rimanere impassibili ascoltando canzoni come questa? Un'iniezione di gioia sbarazzina concentrata. E quel piano è così amabile. C'è poi il soul di "Oh Creole" e subito dopo quella delizia piena di fascino che è "Motorcycle". Altro splendido brano è "Time": brillante, energico, pieno di cambi di ritmo, con un finale travolgente. "Clouds" inizia con un motivetto incantevole al piano, che torna anche in altri momenti; a un certo punto tutto rallenta e la canzone sembra quasi spegnersi, ma all'improvviso poco dopo riesplode per arrivare alla conclusione. "Don't Dumb Down" è invece delicata, semplice, con delle chitarre leggere, senza perderne però in brio. "Cowboy" è selvaggia, scatenata, fa un gran bel casino. Infine non si può scordare "Hate Me (You Do)", dotata di uno charme particolare, merito anche di quel meraviglioso sassofono.
Insomma "Girls And Weather" è un disco eccezionale. Non sono neanche 38 minuti ma davvero intensi, entusiasmanti. Un grandioso album d'esordio. Da ascoltare assolutamente.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. No Soul
  2. Alarm Clock
  3. Building A Boat
  4. Girls And Boys In Love
  5. Oh Creole
  6. Motorcycle
  7. Time
  8. Clouds
  9. Don't Dumb Down
  10. Cowboy
  11. Hate Me (You Do)
  12. Hands
Potete ascoltare delle brevi anteprime di tutti i brani qui.

Sul Myspace dei Rumble Strips sono disponibili alcune canzoni da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/rumblestripsuk

Mentre questo è il loro sito ufficiale: http://www.therumblestrips.com/

"Smoke" è l'album d'esordio di White Williams, al secolo Joe Williams. Questo giovane americano in "Smoke" ha racchiuso dieci ("Lice In The Rainbow" proprio non mi va giù) deliziosi bocconcini pop di matrice elettronica. Una voce che può ricordare Beck, laptop, sintetizzatore, chitarre e poco altro per realizzare tutto questo. I beat, le distorsioni, i suoni elettronici si sentono, ma sono ben bilanciati per creare un risultato insieme fluido, movimentato, un po' eccentrico, molto piacevole e che riesce a far presa sull'ascoltatore. Tra i miei brani preferiti sicuramente l'iniziale "Headlines", ma anche e forse di più l'accattivante "Route To Palm", con i suoi suoni morbidi, quella chitarra vintage e una bella linea di basso. E poi la delicata e vagamente nostalgica "The Shadow", la rigogliosa "Going Down", e "New Violence", con la sua linea di basso motorik. Solo "Lice In The Rainbow" non riesce proprio a piacermi. Comunque il disco merita, se poi gli concediamo qualche ascolto in più si assapora maggiormente e si colgono più sfaccettature. L'ho scoperto per caso e mi è subito piaciuto.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Headlines
  2. In the Club
  3. New Violence
  4. Going Down
  5. Smoke
  6. The Shadow
  7. Danger
  8. I Want Candy
  9. Fleetwood Crack
  10. Route To Palm
  11. Lice In the Rainbow
Per ascoltare le anteprime di tutte le tracce potete andare qui.

Mentre sul MySpace di White Williams sono disponibili alcune canzoni da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/whitewilliams

Il Natale è passato ma è ancora tempo di regali. Fino al 6 gennaio i The Martial Arts mettono a disposizione il loro album d'esordio "Your Sinclair" per il download gratuito. Badate bene: non si tratta di un album demo registrato alla buona, il disco è stato prodotto da Ronald Bood, stesso produttore degli Shout Out Louds, ed ha già riscosso un buon successo in Scandinavia (l'etichetta di registrazione è infatti la svedese Groover Recordings). I Martial Arts sono quattro giovani scozzesi, di Glasgow, che fanno essenzialmente indie-pop. In "Your Sinclair" combinano elementi del pop anni '60, della new wave dei '70 e della musica indie degli anni '80 senza far mancare una bella dose di chitarre, in stile power pop. Il ritmo è sostenuto e contagioso, le canzoni sono orecchiabili e irresistibilmente trascinanti, condite con ottime melodie. E poi, come resistere a brani quali "Don't Want To Talk", "Summer Tweed", "Duality" o "Finale"?! Buona musica dall'inizio alla fine, basta premere play e lasciar suonare i Martial Arts. Se poi l'album ce lo fanno scaricare gratis i quattro scozzesi ci stanno ancora più simpatici. Ma non dimenticate: solo fino al 6 gennaio!
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Murry & Audree
  2. Don't Want To Talk
  3. Really Cursed
  4. Frost
  5. Mod Val
  6. Summer Tweed
  7. Kicking And Screaming
  8. Duality
  9. Contemptuous Disdain
  10. Finale

Scarica l'album in formato .rar o in formato .zip (entrambi i file contengono 10 mp3, i credits e la cover del cd).


Questo il MySpace dei The Martial Arts, dove sono disponibili alcune canzoni da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/themartialarts

I Giardini di Mirò, a conclusione di un anno intenso, decidono di ringraziare i loro numerosi fan con un bel regalo di fine anno. A partire da oggi 31 dicembre, infatti, sarà possibile scaricare dal loro sito un nuovo EP contenente un inedito (”No one’s to blame” - feat. Paul Anderson) e ben 4 remix a cura di Isan, Offlaga Disco Pax, Mickey Eats Plastic e Mapstation. Io l'ho già scaricato ed ascoltato: ottimo, molto belli e ben fatti i remix, emozionante l'inedito. Atmosfere rarefatte, un po' cupe, un suono che avvolge. Un vero piacere ascoltarlo. Ha confermato in pieno le mie aspettative (alte, visti i nomi). Ve lo consiglio.
Ecco la lista dei brani:
  1. No one’s to blame (feat. Paul Anderson)

  2. Dividing Opinions 1.0 (Isan Remix)

  3. Dividing Opinions 2.0 (Mickey Eats Plastic Remix)

  4. Dividing Opinions 3.0 "History repeats itself remix" - (Offlaga Disco Pax Remix)

  5. Dividing Opinions 4.0 (Mapstation Remix)

Scarica New Year’s Eve EP


Se volete, sul sito dei Giardini di Mirò, potete fare una donazione (3 euro) al gruppo che servirà a recuperare fondi per ricompensare in parte chi ha prodotto i remix e l’artwork del disco.


(via soundsblog)

"Marry Me" è il titolo dell'album d'esordio di Annie Clark, in arte St. Vincent, polistrumentista americana che a soli 25 anni vanta già collaborazioni di riguardo. Prima di incidere questo disco, infatti, ha suonato la chitarra al fianco dei Polyphonic Spree (anche nel loro ultimo disco) e di Sufjan Stevens, che ha supportato in un tour europeo. "Marry Me" è un esordio che stupisce, per una serie di fattori. Innanzitutto l'evidente talento di questa artista, capace di muoversi con grazia e bravura tra stili differenti, con quella bella voce da soprano e la sua poliedricità da musicista. E poi ci sono quelle canzoni, undici episodi diversi e fuori dagli schemi. Una miscela di ironia, leggerezza, raffinatezza, maturità, romanticismo, giocosità, sperimentalismo ed anche un tocco di nostalgia ogni tanto. Suoni che un po' ci cullano e un po' ci scuotono, avvolgendoci nella loro magnificenza. Atmosfere differenti dentro cui ci muoviamo accompagnati dalla nostra guida, Annie. Tanti i generi musicali esplorati e mescolati con maestria: jazz, folk, chamber pop, blues e addirittura elettronica e cabaret. Un assaggio di quello che sarà il seguito è già dato dal primo brano, "Now, Now", splendido, gioioso, e dal finale a sorpresa completamente inaspettato. E poi canzoni come la bella "The Apocalypse Song", in cui troviamo gli archi mescolati a suoni noise e battiti di mani, o "Jesus Saves, I Spend", quasi un balletto bislacco e burlesco. Ci sono tracce più cupe, come "Your Lips Are Red", in cui si incontrano e scontrano in libertà violino, piano, batteria, chitarra, cori ed elettronica, oltre che il cantato di Annie. O "Paris Is Burning", che vira verso il valzer tra cabaret e citazioni di Shakespeare. La title track "Marry Me" è ironica e posata. "All My Stars Aligned", che ospita Mike Garson al piano, è intensa, nostalgica ed emozionante. "Landmines" affascina e crea un'atmosfera tranquilla. "Human Racing" è una delicata e piacevole bossa nova, mentre "What Me Worry?" è una romantica ballata jazz. Delizioso anche l'unico pezzo solo strumentale, "We Put A Pearl In The Ground", leggero ed aggrazziato.
Sono stati fatti, non a torto, diversi paragoni tra Annie Clark e altre artiste, come Bjork o Kate Bush, ma non bisogna ingabbiarla in questi paragoni perché Annie ha una sua personalità spiccata che viene bene fuori in questo ottimo disco. Un lavoro maturo, pur essendo un esordio, molto piacevole ed amabile. Convince appieno.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Now Now
  2. Jesus Saves, I Spend
  3. Your Lips Are Red
  4. Marry Me
  5. Paris Is Burning
  6. All My Stars Aligned
  7. The Apocalypse Song
  8. We Put A Pearl In The Ground
  9. Landmines
  10. Human Racing
  11. What We Worry

Al seguente indirizzo potete ascoltare le anteprime di tutte le tracce del disco: link


Mentre sul MySpace dell'artista sono disponibili alcune canzoni da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/stvincent


Questo è invece il sito ufficiale di St. Vincent: http://www.ilovestvincent.com/


"Kommt" è il primo album dei Kapelle Koralle, gruppo tedesco (di Monaco) che suona dell'ottimo folk-rock. In questo lavoro ci propongono dodici deliziosi brani, tutti in lingua tedesca. Un suono semplice, una voce calda, le chitarre ben presenti ed usate abilmente. Niente tristezza, bensì una sensazione di serenità, un'atmosfera gioiosa. Ci sono le tracce più tranquille, rilassate, com'è "Das mit dem Leuchtturm", e anche quelle con maggior vivacità ed un ritmo più sostenuto, come "Mit und für, dich und dir". Incantevole "Klingeling", molto bella ed orecchiabile "A". E poi ci sono "Berge, Seen" e quell'altro gioriellino di "92", una delle stelle del disco. Insomma un disco proprio carino, che si fa ascoltare con facilità. E in più si può scaricare gratis.
L'intero album può essere ascoltato su questa pagina, utilizzando il lettore che trovate qui sotto:



Seguendo il link sotto potete anche scaricare gratuitamente e legalmente l'album (per scopi non commerciali, su licenza Creative Commons) e, se volete, supportare la band con una donazione:
http://blue.jamendo.com/it/album/11322/

Questo l'indirizzo del MySpace dei Kapelle Koralle: http://www.myspace.com/kapellekoralle

I Facto Delafé y las flores azules sono un gruppo spagnolo, di Barcellona, composto da Marc Barrachina (basi), Oscar Daniello (voce e testi), Helena Miquel (voce e cori). "La Luz de la Mañana" è il loro secondo album che arriva tre anni dopo l'uscita del primo splendido lavoro, "El monstruo de Las Ramblas". La musica di questa band è un misto tra hip-hop e pop, poiché mescola il modo di cantare dell'hip-hop con melodie e strutture proprie del pop. "La Luz de la Mañana" è un disco intimista, semplice, positivo, parecchio piacevole da ascoltare. I testi parlano di amore, di sentimenti, emozioni, di stagioni, delle piccole cose della vita di tutti i giorni. E poi c'è la voce di Helena Miquel, i suoi cori, che hanno qualcosa di speciale, sono uno degli ingredienti fondamentali della musica della band. Tra le canzoni migliori la breve "Desde El Este", la seguente "La Luz de la Mañana", che ci fa sentire l'atmosfera di una bella mattina luminosa e serena, di quelle che riempiono il cuore solo per il fatto di essere lì. E poi "Muertos", dal ritmo nient'affatto triste come farebbe pensare il titolo, "Combates cotidianos", "La Juani", bellissima, "El Indio", canzone fresca e serena che per certi versi ricorda Jarabe De Palo. Comunque tutto il disco risulta ben fatto e godibile: un piacere per le nostre orecchie.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Intro
  2. Desde el este
  3. La luz de la mañana
  4. Muertos
  5. Combates cotidianos
  6. La Juani
  7. Pronombres
  8. Letargo
  9. Sólo palabras
  10. Pasan las luces
  11. Gigante
  12. El indio
  13. Poquito a poco

Questo il MySpace della band, dove è disponibile qualche canzone in streaming: http://www.myspace.com/factodelafeylasfloresazules

 
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